LO SPAZIO SONORO – incontro conferenza con Roberto Favaro

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Data / Ora
16/05/2014
18:00 - 19:30

Luogo
Teatro Comunale "Giuseppe Verdi" - sala Ridotto

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LO SPAZIO SONORO

incontro conferenza con Roberto Favaro

LOSPAZIOSONORO«Caveremo adunque tutte le Regole del Finimento da’ Musici, a chi sono perfettissimamente noti questi tali Numeri». Le indicazioni di Leon Battista Alberti sulle corrispondenze tra architettura e musica costituiscono uno dei momenti più alti e intensi di un rapporto che si è sviluppato carsico dall’età classica – «Musicam autem Architectus sciat oportet» raccomandava Vitruvio – fino alle sperimentazioni di Le Corbusier e del suo allievo Xenakis. Ad aggiungere un altro anello a questa catena solida più di quanto il senso comune induca a considerare è l’Accademia di Architettura di Mendrisio, che nel suo piano di studi prevede un corso di “Spazio sonoro”. Roberto Favaro, che ne detiene la cattedra, sviluppa le sue intuizioni sull’argomento dedicando la prima parte di questo saggio alla definizione di una griglia teorica che inquadra le relazioni tra musica e spazio, e riservando alla seconda l’approfondimento di alcuni temi di ordine storico e sociale e all’illustrazione di casi paradigmatici dell’incontro tra le due discipline.
Lo spazio sonoro, allora, può essere sia l’ambiente architettonico in cui risuona una musica, sia un edificio pensato come partitura ascoltabile con l’occhio, cioè come “musica pietrificata”, sia infine come  “strumento” che può risuonare e cantare di una propria voce realmente  udibile. Ma lo spazio sonoro è anche quello della composizione musicale vera e propria, uno spazio che si svolge e manifesta nel tempo, sia come forma e architettura più o meno complessa (polifonia, fuga, forma-sonata, ecc.),  sia come luoghi (paesaggi, fiumi, edifici, tempeste, ecc.) evocati e fatti immaginare per mezzo dei suoni, sia infine come sound design, come concreta manipolazione acustica dello spazio. Così le ricerche di Roberto Favaro, docente di Storia della musica e di Storia del teatro presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano dove è anche Preside del Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate, sono dedicate, più in generale, ai rapporti tra musica e altre forme di espressione artistica come architettura, scultura, pittura, danza, cinema, letteratura.
Restano così sottintesi o appena accennati alcuni concetti cardine, primo tra tutti la capacità che musica e architettura condividono di modellare da diversi versanti la bolla sensoriale che circonda ognuno di noi e che in poche pagine nella sua Filosofia della Musica, con ben altra efficacia Silvia Vizzardelli racchiude nel concetto di “atmosfera”, oggi il più promettente nella riflessione delle nozze singolari tra l’arte del suono e quella dello spazio.