IL LAGO DEI CIGNI OVVERO IL CANTO

Sto caricando la mappa ....

Data / Ora
28/04/2015
20:45 - 22:30

Luogo
Teatro Comunale "Giuseppe Verdi"

Categorie


Balletto di Roma – Consorzio Nazionale del Balletto (Italia)

liberamente ispirato a Il lago dei cigni
e all’atto unico di Anton Čechov Il canto del cigno

coreografia e regia Fabrizio Monteverde
musiche P.I. Čajkovskij
costumi Santi Rinciari
light designer Emanuele De Maria
allestimento scenico Fabrizio Monteverde
assistente alle coreografie Sarah Taylor
maître de Ballet Piero Rocchetti
costumi realizzati da Opificio della Moda e del Costume
realizzazione maschere Crea Fx effetti speciali
video realizzati da Matteo Carratoni e Michele Innocente

Odette Roberta De Simone | Claudia Vecchi
Siegfried Mirko De Campi | Placido Amante
Odile Anna Manes | Azzurra Schena
Rothbart Luca Pannacci | Michele Cascarano
la compagnia: Placido Amante, Marcos Becerra, Michele Cascarano, Mirko De Campi, Roberta De Simone, Monika Lepisto, Anna Manes, Valentina Pierini, Luca Pannacci, Raffaele Scicchitano, Azzurra Schena, Sophie Tonello, Claudia Vecchi, Stefano Zumpano

 

CARRATONI MATTEO Lago5

foto di Matteo Carratoni

Tra i più apprezzati autori sulla scena contemporanea della danza italiana e reduce dal successo di Otello (prodotto dallo stesso Balletto di Roma nel 2009 e in corso di riallestimento per il prossimo febbraio al Teatro San Carlo di Napoli), Fabrizio Monteverde firma questa volta per la storica compagnia romana la nuova versione di un classico d’eccezione. Tra le suggestioni di una favola d’amore crudele e i simboli di un’arte che sovrasta la vita, il coreografo reinventa il più famoso dei balletti di repertorio classico su musica di P. I. Čajkovskij, garantendo quell’originalità coreografica e registica unica che da sempre ne caratterizza le creazioni e il successo. Capolavoro del balletto, sintesi perfetta di composizione coreografica accademica e notturno romantico, di chiarezza formale e conturbanti simbologie psicoanalitiche, Il lago dei cigni è una favola senza lieto fine in cui i due amanti protagonisti, Siegfried e Odette, pagano con la vita la passione che li lega. Una di quelle “favole d’amore in cui si crede nella giovinezza” avrebbe detto Anton Čechov, scrivendo nell’atto unico Il canto del cigno (1887) di un attore ormai vecchio e malato che ripercorre in modo struggente i mille ruoli di una lunga carriera. Con dichiarata derivazione intellettuale dal grande scrittore russo, il Lago di Monteverde trova ne Il Canto il proprio naturale compimento drammaturgico e in un percorso struggente di illusioni e memoria porta in scena un gruppo di “anziani” ballerini che, tra le fatiche di una giovinezza svanita e la nevrotica ricerca di finale felice, ripercorrono gli atti di un ulteriore, “inevitabile” Lago. Persi tra i ruoli di una lunga carriera, i danzatori stanchi di un’immaginaria compagnia decaduta si aggrapperanno ad un ultimo Lago, tra il ricordo sofferto di un’arte che travolge la vita e il tentativo estremo di rimandarne il finale. Individualità imprigionate in una coazione a ripetere, sabotatori della propria salvifica presa di coscienza oltre i ruoli di una vita svanita, gli interpreti ripercorreranno la trama di un Lago senza fine, reiterandovi gesti e legami nella speranza di sopravvivere al finale straziante di una replica interminabile. Condannata ad una perenne metamorfosi, donna a metà tra il bene e il male, Odette/Odile sarà cigno e principessa, buona e crudele, amante fedele e rivale beffarda. Metafora di un’arte che non conosce traguardo, cercherà se stessa in un viaggio tormentato d’amore, tradimento, prigionia e liberazione; in un teatro in cui tutto ha inizio e nulla ha mai fine, andrà incontro agli stracci consumati di una vita d’artista con lo spirito bianco di una Venere per sempre giovane.

Esponente di una generazione di talenti esplosa negli anni Novanta, Monteverde svolge da ormai trent’anni un lavoro di elaborazione stilistica e drammaturgica che ne rende il segno unico e riconoscibile. Sensibile alle suggestioni letterarie e teatrali, la contemporaneità coreografica di Fabrizio Monteverde si scorge nelle profondità invisibili di racconti senza tempo, tra le righe di narrazioni moderne e i risvolti psicoanalitici di favole antiche. Maestro di uno stile energico e personale, Fabrizio è autore di un movimento composto di intrecci e spostamenti di peso che ne orientano coerentemente equilibri e curve dinamiche. Il risultato è quello di una gestualità rotonda e morbida che richiama nel corpo l’intenzione del moto per esplodere infine in spigolosità nette e decise.

CARRATONI MATTEO Lago30

foto di Matteo Carratoni

Collaborazione di successo, quella con la compagnia del Balletto di Roma, per cui il coreografo ha riallestito nel 2002 il proprio Giulietta e Romeo (debutto al Teatro Carlo Felice di Genova, 1989), diventato in breve uno degli spettacoli di danza più visti degli ultimi anni. Sempre con la compagnia romana, il coreografo ha realizzato produzioni importanti come Cenerentola, Otello e Bolero, puntualmente premiate da unanime consenso di critica e pubblico.

Il lago dei cigni, ovvero Il canto è la terza nuova produzione 2014 del Balletto di Roma che con oltre 400.000 spettatori, più di mille spettacoli realizzati negli ultimi anni e da sempre sostenuta dal MiBACT, si conferma come una delle compagnie più attive sulla scena contemporanea della danza in Italia.

Il Balletto di Roma

ll Balletto di Roma nasce nel 1960 dal sodalizio artistico tra due icone della danza italiana: Franca Bartolomei, prima ballerina e coreografa dei principali teatri d’Opera italiani ed esteri e Walter Zappolini, dal 1973 al 1988 Direttore della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Nel corso dei suoi 55 anni di vita, il Balletto di Roma ha visto susseguirsi prestigiose collaborazioni e molteplici anime creative, ma indubbiamente l’attuale profilo artistico è il frutto della fusione con il prestigioso Balletto di Toscana e della sinergia sviluppata tra il 2001 e il 2007 con la direttrice artistica del gruppo toscano Cristina Bozzolini. Nuove ed originali coreografie firmate da artisti italiani già affermati nel panorama della danza contemporanea hanno segnato l’inizio di questo rinnovato percorso artistico già a partire dalla stagione teatrale 2001/2002 e negli anni l’attività produttiva è cresciuta sia in termini di quantità delle opere allestite nel corso delle stagioni (“Don Chisciotte” di Milena Zullo, “Cenerentola”, “Bolero, “Serata d’Autore” di Fabrizio Monteverde, ben due riallestimenti del celebre “Giulietta e Romeo” di Monteverde creato originariamente per il Balletto di Toscana, “Lo Schiaccianoci” di Mario Piazza), che nel prestigio delle collaborazioni con artisti ospiti come Andrè De La Roche, Raffaele Paganini, Monica Perego.

Non ultimo in termini di importanza è da rilevare come nel corso delle stagioni l’intensa attività abbia garantito un crescente consenso di pubblico con oltre 500.000 presenze. È per la straordinarietà degli eventi nonché per la notevole richiesta che il Balletto di Roma presenta ogni anno tutto il proprio repertorio, arricchito delle nuove produzioni a serata intera “Otello” (cor. Fabrizio Monteverde), “Contemporary Tango” (cor. Milena Zullo), “The Arena Love” e “Ambiguity” (cor. Michele Pogliani), “La Morte e la Fanciulla” (cor. Paolo Santilli) e per le annualità 2013 e 2014 “The Quartet” (cor. Paolo Mangiola, Marco Schiavoni, Toni Candeloro, Milena Zullo), “Futura” (cor. e regia Milena Zullo, da un’idea di Giampiero Solari), “We/Part” (cor. Paolo Mangiola), “Il lago dei cigni, ovvero Il canto” (cor. Fabrizio Monteverde).
Nell’ottobre 2012 il Balletto di Roma inaugura una nuova sede in cui confluiscono le esperienze lavorative dei professionisti impiegati nelle numerose produzioni della compagnia e le attività formative della nuova Scuola del Balletto di Roma diretta da Paola Jorio che, dopo 18 anni alla guida della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, torna a formare i giovani talenti del XXI° secolo nella struttura in cui consolidò la propria formazione di danzatrice e docente.
Entrando nel 2015 nel 55° anno di attività, il Balletto di Roma annuncia un cambiamento importante al vertice artistico della struttura. Il maestro Walter Zappolini lascia la direzione artistica dello storico gruppo. In linea con il recente rinnovamento organizzativo e produttivo dell’azienda, il general manager Luciano Carratoni affida oggi la guida artistica del Balletto di Roma a Roberto Casarotto, figura tra le più interessanti sull’attuale scena nazionale e internazionale della danza contemporanea. Primo traguardo di un processo di innovazione avviato nel 2014, il cambio di direzione artistica si pone in linea di continuità con l’apertura internazionale della compagnia inaugurata lo scorso luglio con la residenza coreografica londinese presso Royal Opera House per la creazione di We/Part a firma del coreografo Paolo Mangiola.
A condividere il percorso di direzione artistica di Roberto Casarotto, tre coreografi associati che rappresentano la storia recente del repertorio della compagnia: Fabrizio Monteverde, Paolo Mangiola e Alessandro Sciarroni.
Una diversa modalità di produzione e formazione quella proposta per i prossimi anni dal team del Balletto di Roma e dalla recentemente rinnovata Scuola del Balletto di Roma diretta da Paola Jorio: attenzione ai linguaggi coreografici contemporanei, ricerca e innovazione, mantenimento e rafforzamento del repertorio storico, dialogo con il pubblico e con la scena internazionale e soprattutto la creazione di nuove opportunità per lo sviluppo della cultura della danza.

Fabrizio Monteverde

Inizia la propria attività artistica nel 1976 come attore ed aiuto regista di Loffredo Muzzi, in Un giorno Lucifero, per il Festival di Spoleto ed il Piccolo di Milano. Parallelamente al lavoro in teatro inizia il suo percorso nella danza presso il Centro Professionale Danza Contemporanea di Roma, perfezionandosi in seguito con maestri quali C. Carlson, M. Pendleton, A. Sener, H. Schiffer, B. Dizien, R. Garrison, P. Goss, D. Lewis. Lavora con Giancarlo Corbelli nell’Orfeo di Sartorio, con Aldo Rostagno in Corpus Alienum di Maderna al Maggio Musicale Fiorentino. Nel 1982 danza per la Compagnia Teatrodanza diretta da Elsa Piperno e Joseph Fontano. Nel 1985 allestisce, su commissione del Teatro Spazio Zero, Bagni Acerbi, opera che lo colloca subito tra i nomi nuovi della coreografia italiana. Da tale esperienza nasce la Compagnia Baltica di cui è stato direttore dal 1986. Nel 1988 inizia la sua collaborazione con il Balletto di Toscana per il quale crea Era eterna e Bene Mobile, Giulietta e Romeo, Pinocchio, Dedica, Otello, La Tempesta,  Barbablù. Nel 1996 ottiene il Premio Gino Tani e il Premio Danza&Danza quale migliore coreografo italiano. Densa negli anni la sua attività coreografica con le più importanti compagnie di danza quali MaggioDanza, la Compagnia del San Carlo di Napoli, dell’Arena di Verona, dell’Opera di Genova, del Teatro Regio di Torino, del Teatro dell’Opera di Roma, della Scala di Milano. Con il Balletto di Roma ha instaurato un solido e costante rapporto di collaborazione realizzando o riallestendo alcune tra le coreografie contemporanee più apprezzate quali Giulietta e Romeo, Cenerentola, Bolero, Otello e per la stagione 2014/2015 Il lago dei cigni, ovvero Il canto.